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Fantasia e serenità nell' arte di Elena Furlanetto, artista di EMOTIONS OF THE WORLD.

January 27, 2014

 

Quale è il tuo percorso artistico?

Laureata al D.A.M.S. - Discipline Arti, Musica e Spettacolo di Bologna, in Storia della scenografia nel 1998 con una tesi sperimentale dal titolo: “Apparati visivi dello spettacolo d’opera. Alcuni esempi di attrezzeria creata dalla ditta Rancati per Aida, Turandot, L’italiana in Algeri allestiti presso il Teatro alla Scala di Milano” con votazione di 110/110, ho seguito e frequentato, per avere un riscontro pratico rispetto agli studi fatti, un corso di scenografa realizzatrice organizzato dalla Comunità Europea dove ho imparato le basi delle diverse tecniche realizzative spaziando dalla pittura su tele e fondali di grandi dimensioni, alla costruzione di quinte, alla realizzazione di sculture in polistirolo ed altri materiali, al disegno tecnico passando dal bozzetto alla scala 1:1.

Ho seguito e frequentato anche uno stage presso “Il Piccolo Teatro di Milano” con cui ho collaborato per la realizzazione di alcuni spettacoli. Dal  2000 fino al 2011 ho lavorato presso una ditta di scenografie teatrali come assistente scenografa, realizzatrice di scenografie teatrali, televisive, eventi  e stands fieristici. Parallelamente, come hobby, ho iniziato a lavorare la ceramica Raku, oltre che ad intraprendere studi in naturopatia e riflessologia plantare,conseguendo con gli anni il diploma in queste discipline olistiche.

Nel 2011 ho partecipato, come aiuto, al  progetto umanitario “Non solo sabbia tra le mani” di Daniela Pirastru, che ha visto la creazione di un laboratorio di ceramica nel deserto del Sahara nei territori abitati dalla popolazione Saharawi; dopo questa esperienza ho deciso di aprire il mio atelier, il mio studio, dove dedicarmi completamente alle mie creazioni e immergermi anima e corpo negli elementi naturali; l’argilla con la terra e l’acqua per l’impasto, il fuoco e l’aria che decidono ogni volta, con la seconda cottura Raku a quasi 1000 °C, il risultato unico e irripetibile dei singoli pezzi, sono diventati i miei nuovi compagni di vita.

 

Quale è l’opera più rappresentativa?

Sono tutte rappresentative. O meglio, tutte rappresentano  momenti della mia vita. Sono testimoni tangibili dei miei pensieri, delle mie meditazioni, del mio confronto con il mondo e con ciò che mi circonda. Tutte raccontano il mio vivere la vita, il mio respirare il mondo. Tutte rappresentano una piccola parte del mio carattere. Una piccola scheggia che mostra al fruitore, con chi ha a che fare, ovvero una scintilla di luce nel mondo che pulsa.

 

 

Quali sono i messaggi che attraverso la tua produzione vuoi esprimere?

Il legame con la natura è ovviamente molto forte. Sia i quadri che le sculture, in maniera più o meno rappresentativa o simbolica, veicolano un messaggio di armonia, con funzione riequilibrante, grazie alle frequenze del colore utilizzate mai a caso, ma seguendo canoni estetici, formali, matematici, simbolici legati alla filosofia taoista.

Soprattutto nelle ultime opere, sia in quelle pittoriche con gli acrilici su tele con sfondi materici, che nelle sculture di Raku e ferro, la mia ricerca si svolge, saltando dalla bidimensionalità alla terza dimensione, nel giardino, simbolo dell’io interiore, dove l’introspezione incontra sempre luce, forza, speranza e sogno.

 

 

Cosa significa, oggi, fare arte?

Fare arte vuol dire essere me stessa, il bisogno atavico e insaziabile di usare forme, colori, immagini, simboli per esprimere il mio Io, la mia visione del mondo, la mia quotidiana  esperienza. E’anche il mio tentativo personale di  raggiungere, o meglio intravedere, l’Altro, l’Assoluto, l’Essenza che tutto comprende pur non essendo realmente descrivibile e codificabile. Voglio  trasmettere al fruitore serenità, leggerezza, gioia.

Fare arte, in generale, è un mezzo per arrivare al cuore delle persone, toccarle nel profondo, risvegliarle dal grigiore in cui le nostre anime sono immerse, far ritrovare la propria ed autentica dimensione per portare a termine nel modo più consono il proprio destino, con  modalità delicate, senza violenza o denunce cruente.

 

 

Estetica, scelta tecnica e stilistica, soggetti: quale e come si equilibrano nella tua composizione?

Ovviamente per me si compenetrano completamente, si mescolano, si fondono  in un amalgama dove si possono equilibrare vicendevolmente , altrimenti non potrei sentire e definire l’opera completa.

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